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Centro per il Trattamento dei disturbi del'infanzia e dell'adolescenza.
  GRUPPO sulle
ABIITA' SOCIALI

Rivolto a giovani adulti con difficoltà nell'interazione sociale e sindrome di Asperger
AGGIORNAMENTI
 
 
  Formazione
   sull'Autismo


Corso rivolto a laureati,
diplomati, operatori
socio-sanitari.
Iscrizioni aperte per
il 2012
Gli Argonauti
Associazione di Psicologia-Roma
Tuscolana:
Viale G. Agricola, 61 - Roma
Casal Monastero:
Viale Ratto delle Sabine, 23 - Roma
Tel. 06. 83505663
Cell. 338.1666010

info@gli-argonauti.org
onlus
L'Associazione Gli Argonauti è stata consulente sulla Sindrome di Asperger per il regista Umberto Marino e per il protagonista Raoul Bova.
 
Storia d'amore tra un professore affetto da sindrome di Asperger ed una barbona. "Bova si trasforma totalmente, è bravissimo e costruisce a tutto tondo un infelice vero ma che non fa pietà" (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 10 marzo 2006)

- Scheda del film
- recensione (il Tempo)
Bambini, adolescenti, famiglie
Home
La Biblioteca Multimediale Autismo è una banca dati on-line sui disturbi dello spettro autistico. All'interno della biblioteca mutimediale si trovano informazioni, legislaione, documenti sul'autismo.
La BMA fa parte delprogetto informAutismo.
Progetto per uno sportello
informativo gratuito sull'
autismo in grado di fornire
una mappatura dei servizi,
informazioni dettagliate sulla tipologia e sull'accessibilità
degli interventi e sugli
aspetti legislativi correlati.
   Sessualità,
      Affettività,
        
Disabilità
L'associazione
Gli Argonauti effettua
Colloqui di sostegno
Psicologico individuali
e in gruppo
rivolti a persone con diversi tipi di disabilità, sulle difficoltà della sfera emotivo-affettiva, con particolare riferimento alle problematiche della sessualità, nel minore.
Dott. Arturo Mona,
Psicologo e Psicoterapeuta
ad orientamento strategico
Presidente dell'Associazione
Valutazione e
intervento su:
A.D.H.D. D.S.A
Doposcuola DSA
Bambini Plusdotati
Psicoterapia 
 
 
  Attività di
Volontariato
Informazione e
Articoli sui
Disturbi dell'età
evolutiva
Consulenza gratuita per le scuole sui
DSA e sui
Disturbi dell'Età
Evolutiva
Formazione e consulenze per
insegnanti e scuole
Doposcuola e tutoring
Corsi  sul metodo di studio
Terapia e
Rinforzo degli Apprendimenti
Valutazione e
Certificazione
D.S.A.
Disturbi
Specifici
dell'Apprendimento
I BAMBINI AD ALTO POTENZIALE COGNITIVO O
"PLUSDOTATI"
I bambini plusdotati
I bambini “plusdotati”
si distinguono per la presenza di una “dissincronia” nello svIluppo: le capacità cognitive e il saper svolgere attività sono molto elevate e il loro sviluppo procedono in maniera più veloce rispetto alla norma.
Inoltre, mentre da un punto di vista cognitivo presentano un quoziente intellettivo molto elevato rispetto ai coetanei e superiore alla norma, lo sviluppo della sfera affettivo emotiva procede di pari passo con quello dei coetanei e talvolta risulta anche più lento.

La distanza tra lo sviluppo intellettivo  e quello emotivo rende di solito il bambino vulnerabile e molto sensibile dal punto di vista affettivo-emotivo e questo può essere causa di  rabbia, tristezza, ansia e depressione.

I bambini ad alto potenziale cognitivo svolgono attività di ragionamento e memorizzazione in maniera più efficace e più velocemente rispetto alla maggior parte dei coetanei ed anche nella sfera della creatività presentano un potenziale superiore alla norma:  hanno spesso ad esempio una ricca immaginazione ed inventiva e spesso, quando il contesto sostiene e rinforza il loro potenziale, ottengono notevoli risultati nel campo delle arti (musica, pittura, disegno, ecc.).

Secondo molti autori la presenza di plusdotazione nel bambino andrebbe pertanto valutata non solo attraverso la somministrazione di test che misurano il quoziente intellettivo e le capacità cognitive, ma anche attraverso la rilevazione di risorse e potenzialità che riguardano l'ambito della creatività
Affinchè il potenziale cognitivo possa manifestarsi pienamente, è necessaria la presenza di condizioni favorevoli che riguardano le caratteristiche di personalità del bambino e la presenza di un contesto che faciliti e sostenga l'espressione del potenziale piuttosto che limitarlo.
Il bambino plusdotato va stimolato adeguatamente, incoraggiato ad esprimere il proprio potenziale cognitivo affinché questo diventi una risorsa riconosciuta ed apprezzata all'interno del contesto sociale, oltre che dal bambino stesso.
Se infatti il bambino percepisce il suo potenziale cognitivo come una risorsa e fonte di soddisfazione piuttosto che come “diversità” rispetto ai coetanei, la sua autostima verrà fortificata piuttosto che minata dal confronto con i pari.

Quando un bambino plusdotato sviluppa e manifesta il suo pieno potenziale, in genere,  raggiunge livelli di prestazione elevati e di successo in almeno un ambito (artistico, accademico, sportivo...).

E' possibile riconoscere un bambino plusdotato?
Per individuare la presenzadi plusdotazione nel bambino è necessario che un professionista effettui una valutazione specifica. Tuttavia la famiglia, gli insegnanti e il contesto di appartenenza del bambino possono riconoscere alcuni indicatori della probabile presenza di plusdotazione, situazione che andrà successivamente approfondita e confermata dal professionista.
Ecco alcuni di questi indicatori:
· da un punto di vista comportamentale il bambino appare spesso distratto e preso dai suoi pensieri (ad esempio a scuola, durante una lezione), ma a differenza di un bambino con ADHD, se richiamato, sa riferire i  contenuti della lezione, dimostrando di aver mantenuto l'attenzione;
· mostra noia e insofferenza per la scuola, protesta e manifesta oppositività nell'andare a scuola manifestando anche sintomi psicosomatici;
· può mostrare noia anche nelle attività di gioco con i coetanei ed isolarsi diventando vittima di giudizio critico o anche di aggressioni da parte di altri bambini;
· può manifestare rabbia e aggressività nei confronti dei coetanei sentendosi incompreso e percependosi come diverso;
· può manifestare comportamenti oppositivi verso figure autoritarie;
· molto spesso ha imparato a leggere prima di iniziare le scuole elementari;
· è molto curioso sia a scuola durante le lezioni che negli altri contesti;
· viene di solito percepito dalle insegnanti come un bambino che da un punto di vista didattico è “avanti” rispetto ai coetanei, in quanto a velocità e abilità nell'apprendimento;
· le conoscenze del bambino sono spesso superiori a quelle di un coetaneo sia per quanto riguarda l'uso e la ricchezza del vocabolario, che rispetto alle nozioni culturali possedute (apprese come autodidatta) che rivelano interessi personali  e curiosità in diversi ambiti;
· il bambino plusdotato preferisce generalmente le novità piuttosto che la familiarità nelle situazioni e nei contesti di apprendimento; si annoia invece facilmente quando non viene adeguatamente stimolato;
· le sue idee vengono spesso percepite come stravaganti, bizzarre e/o strane;
· dimostra di possedere buone capacità di osservazione, di memoria e cura del dettaglio;
· nonostante le competenze intellettuali, non è però detto che il bambino abbia un successo scolastico pari o superiore rispetto a quello ottenuto dai compagni di classe;
· può al contrario avere difficoltà a scuola, sia  riguardo alle attività didattiche che rispetto  al comportamento manifestato in classe;
· può essere molto disordinato o avere difficoltà nella motricità fine.

Sostenere i bambini ad alto potenziale cognitivo
Rinforzare il bambino nella manifestazione del proprio potenziale cognitivo vuol dire incoraggiare la sua curiosità e voglia di apprendere, oltre che la creatività e la fantasia nelle sue manifestazioni costrututtive.
Non è facile riconoscere la presenza di plusdotazione nel bambino e  il contesto di appartenenza può facilmente male interpretare gli indicatori di una “diversità” non adeguatamente riconosciuta nei suoi aspetti positivi e costruttivi.
Quando l'ambiente non riconosce e non rinforza positivamente tale diversità, ovvero le grandi possibilità di sviluppo del bambino plusdotato in diversi ambiti, il bambino rischia di sviluppare difficoltà in ambito emotivo e relazionale, di manifestare ansia e senso di inadeguatezza nel rapporto con i coetanei. Ed è proprio così che la presenza di un alto potenziale cognitivo rischia di rappresentare una difficoltà piuttosto che una risorsa.

Perche il bambino possa beneficiare del proprio potenziale cognitivo, il contesto dovrà quindi RICONOSCERNE LA PRESENZA E PERMETTERNE E INCORAGGIARNE LA PIENA ESPRESSIONE.
Il nostro intervento

In genere è la scuola a segnalare alla famiglia la presenza di difficoltà che possono variare anche molto da un bambino all'altro, e che possono riguardare il comportamento (l'alunno manifesta ad esempio oppositività nei confronti delle insegnanti e rifiuta di seguire le lezioni nonostante dia prova di essere estremamente intelligente e intuitivo; mostra noia e svogliatezza nell'eseguire compiti), la relazione con i coetanei (fa fatica ad integrarsi, si isola e viene esposto a giudizio critico), la motivazione (il bambino sembra disinteressatoe poco motivato nelle attività didattiche a scuola, mentre mostra curiosità e interesse oltre che facilità di apprendimento verso attività extra curricolari o argomenti di interesse personale).


Cosa proponiamo


- Valutazione del potenziale cognitivo attraverso la
  somministrazione  di test e l'osservazione del bambino
  all'interno di colloqui con uno psicologo esperto
.
- Supporto al bambino da un punto di vista psicologico e 
  motivazionale. Sostegno rispetto alle difficoltà emotive,
  relazionali e di integrazione scolastica.

- Sostegno alla famiglia

- Orientamento riguardo ad attività extra curricolari con
  l'obiettivo di favorire lo sviluppo e l'espressione del
  potenziale.